Cuba

Una identità in movimento


A Roma e a Milano in piazza per chiedere la liberazione dei 5 Patrioti cubani condannati ingiustamente negli USA

Comitato Nazionale 28 giugno


Nel pomeriggio di mercoledì 10 marzo, a Roma e a Milano si sono tenuti sit-in di protesta nei pressi delle rappresentanze diplomatiche degli Stati Uniti. Mentre a Miami si apriva la penultima udienza del processo d'appello, 200 persone a Roma e un centinaio nel capoluogo lombardo hanno manifestato per chiedere l'annullamento delle condanne comminate ai cinque giovani cubani detenuti negli Stati Uniti dal 1998 con l'accusa di spionaggio. Negli interventi degli esponenti politici e dell'associazionismo intervenuti all'iniziativa in Via Veneto a Roma — tra i quali il senatore del PdCI Olivio Mancini, il membro della Direzione Nazionale dei DS ed esponente di "Socialismo 2000" Luciano Pettinari, Bruno Steri del PRC, il giornalista Fulvio Grimaldi, il docente universitario Raul Mordenti e Germano Monti del Forum Palestina — hanno ricordato le condizioni inumane di carcerazione imposte ai cinque prigionieri, condannati sulla base di accuse mai provate dalla procura di Miami.

Alla fine del sit-in di Roma Fabio Marcelli, in collegamento telefonico da Miami dove sta seguendo il processo insieme ad altri esponenti dell'Associazione Internazionale dei Giuristi Democratici, ha informato gli organizzatori sull'andamento dell'udienza.

Il collegio di difesa dei 5 è tornato a chiedere l'annullamento del precedente processo e l'istruzione di un nuovo procedimento in una città diversa da Miami, da decenni dominata dalla mafia cubano-americana da sempre ostile a tutto ciò che ha a che fare con la realtà cubana.

Durante l'iniziativa gli organizzatori hanno informato i presenti sulle prossime iniziative della campagna di solidarietà con i 5: il 19 marzo a Ginevra si terrà una manifestazione per la liberazione dei prigionieri alla quale parteciperà anche una delegazione italiana.

Inoltre i portavoce delle associazioni e dei comitati che hanno manifestato a Roma hanno ribadito l'intenzione di consegnare personalmente al personale dell'ambasciata degli Stati Uniti le migliaia di firme raccolte negli ultimi mesi per l'annullamento del processo viziato dalla violazione sistematica delle garanzie giuridiche e legali degli imputati. Nelle scorse settimane il personale diplomatico degli USA in Italia si era infatti rifiutato di ricevere una delegazione delle organizzazioni promotrici esponenti politici italiani che intendeva consegnare le firme.


"Comitato Nazionale 28 Giugno — Difendiamo Cuba"



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